Cerimonia di apertura

«A nome mio e di tutti i miei compagni, prometto che prenderemo parte alla manifestazione portando in campo un profondo rispetto per l’avversario e per i valori di pace ed amicizia che ispirano questo torneo: per l’onore dello sport e delle nostre squadre». Con queste parole, lette in italiano dall’azzurrino Sebastiano Finardi e – fatto decisamente significativo – in inglese dalla giovane calciatrice iraniana Shaghayegh Noorizadehigder si è conclusa in modo decisamente suggestivo la cerimonia inaugurale del tredicesimo Torneo delle Nazioni che da domenica e per una settimana porta il meglio del calcio mondiale in Friuli Venezia Giulia, Austria e Slovenia. Tutti i colori del mondo in un abbraccio: quello che Gradisca ha riservato l’altra sera al suo “Mundialito” e alle delegazioni delle diciotto squadre partecipanti ai due tornei, quello maschile e – storica prima volta – quello femminile. Migliaia di visitatori hanno sfidato il freddo al parco della Spianata per assistere alla sfilata delle nazionali protagoniste della kermesse dopo il prologo della divertente sfida fra Italia e Inghilterra allo stadio “Colaussi”. Il centro della Fortezza i suoi verdi giardini sono stati teatro dapprima della cerimonia inaugurale, che ha visto non solo la passerella delle delegazioni straniere – applausi e curiosità erano tutti per le ragazze dell’Iran, con il capo parzialmente coperto dal tradizionale velo – ma anche delle associazioni sportive gradiscane. Poi i parchi sono diventati il cuore della “movida” grazie ad Ethnic Festival. Foltissimo il parterre di autorità intervenute a salutare i giovani atleti. Dall’ex sindaco Franco Tommasini (consigliere nazionale del Coni e padre putativo del Mundialito), al parlamentare e presidente regionale del Coni Giorgio Brandolin, alla prima cittadina di Gradisca Linda Tomasinsig, passando per la consigliere regionale Sara Vito, il presidente della Provincia Enrico Gherghetta, e Franco Bonanno, presidente del torneo internazionale “gemello”, il Trofeo Rocco per Club che quest’anno si svolgerà invece in settembre. Tutti concordi nel sottolineare il “miracolo” della kermesse gradiscana, un capolavoro di volontariato che riesce a fare incontrare le giovani generazioni. La fanfara della Brigata Pozzuolo e l’Arma dei carabinieri hanno conferito ulteriore solennità alla cerimonia inaugurale, impreziosita dagli onori alla bandiera italiana e a quella del Coni. “Lo sport è fatto per comunicare – ha affermato Tommasini – al di là delle differenze linguistiche, culturali e religiose. Un onore avervi qui”. “I cinque cerchi della bandiera olimpica – ha fatto eco Brandolin – rappresentano l’incontro fra i cinque continenti. Cinque continenti che oggi si incontrano in Italia, Austria e Slovenia, in un territorio che ha sempre saputo accogliere e aprirsi al dialogo”. Dal sindaco della Fortezza, Linda Tomasinsig “il plauso agli organizzatori per continuare a credere in questa manifestazione e per la brillante idea di aprirsi al calcio femminile, un’apertura che ci aiuta a credere nelle pari opportunità”.